Leone XIV ha nominato il tanto criticato monsignor Michele Di Tolve nuovo vescovo di Chioggia (50 sacerdoti, 100.000 cattolici), in Italia (16 settembre).
Finora era vescovo ausiliare di Roma e rettore del Pontificio Seminario Maggiore di Roma. Nato a Milano nel 1963 e ordinato sacerdote nel 1989, Di Tolve ha dedicato gran parte del suo ministero alla formazione sacerdotale. Il numero dei seminaristi è diminuito drasticamente durante il suo rettorato a Milano.
«Ha distrutto il seminario»
Nel 2023, un sacerdote della Curia arcidiocesana di Milano ha dichiarato a SilereNonPossum.com che Di Tolve «ha distrutto questo seminario». L’articolo descrive Di Tolve come un rettore estremamente autoritario e irascibile.
Fece installare telecamere di videosorveglianza in tutto il seminario, a quanto pare per monitorare i movimenti dei seminaristi, compresi i luoghi in cui si recavano e le persone con cui si incontravano.
In vista dell’ordinazione diaconale e sacerdotale, Di Tolve faceva firmare ai seminaristi un documento in cui dichiaravano di non essere omosessuali, per sollevarsi da ogni responsabilità.
Allo stesso tempo, «i seminaristi apertamente omosessuali venivano ordinati senza alcun problema», ha riferito SilereNonPossum. Inoltre: ha allontanato i seminaristi che non gli piacevano, favorendo invece anche quelli problematici che hanno abbandonato il sacerdozio pochi anni dopo l’ordinazione.
L’ordinazione di un sacerdote degenerato
Un caso famoso è quello di Emanuele Tempesta, ordinato nel 2019. Nel 2024 è stato condannato in primo grado per abusi sessuali su minori e condannato a sei anni e sei mesi di reclusione. Tempesta aveva sempre negato le accuse.
Nell’ottobre 2025, i media italiani hanno riferito che egli stava cercando di raggiungere un accordo in appello per ottenere una riduzione della pena a quattro anni.
Secondo LaNuovaBq.it, Tempesta era stato precedentemente sospeso per due anni durante la formazione in seminario prima di poter riprendere il suo percorso verso l’ordinazione. Di Tolve sembra aver avuto un ruolo nel consentirgli di proseguire.
Il patrocinio di Francesco
Di Tolve vantava un rapporto personale di lunga data con Papa Francesco.
Il 25 marzo 2023, ricevendo i parrocchiani di Di Tolve provenienti da Rho, Francesco raccontò che, poco dopo essere diventato cardinale, aveva fatto visita a un cugino il quale gli aveva raccomandato un giovane sacerdote «eccezionale». Bergoglio si era tolto l’anello episcopale per nascondere la propria identità quando incontrò Di Tolve e lo vide muoversi tra i parrocchiani «come un ballerino».
Il rapporto è proseguito nel tempo.
Nel maggio 2023, Francesco nominò Di Tolve vescovo ausiliare di Roma.
Il 4 luglio lo ha nominato rettore del Pontificio Seminario Maggiore di Roma e gli ha affidato il coordinamento della formazione sacerdotale a Roma. Il decreto di Francesco era insolito: su questioni importanti riguardanti la formazione sacerdotale, Di Tolve avrebbe dovuto riferire direttamente al Papa.
Un altro dettaglio riportato da SilereNonPossum: la madre di Di Tolve era ospitata all’interno del Seminario Maggiore Romano, in un appartamento tradizionalmente associato al Cardinale Vicario.
Di Tolve ha presentato un libro sui sacerdoti omoaffettivi
Il 9 aprile 2025, Di Tolve, in qualità di rettore del Pontificio Seminario Maggiore di Roma, è stato uno dei relatori principali alla presentazione, tenutasi presso il Palazzo Lateranense, del volume *Vocazioni felici: Integrare orientamento sessuale, affetti e relazioni*.
Papa Francesco aveva scritto la prefazione del libro.
Il libro sostiene che la questione centrale nella formazione vocazionale sia l’integrazione affettiva, piuttosto che il fatto che l’orientamento di una persona sia normale o omosessuale.
Il libro si conclude con una lettera aperta firmata da 50 sacerdoti omosessuali.
Diventare vescovo diocesano non è una retrocessione
Leone XIV ha ricevuto Di Tolve il 2 luglio.
MessaInLatino.it aveva già annunciato oggi, il 9 luglio, la nomina, descrivendo la promozione come una rimozione dal suo incarico di vescovo ausiliare di Roma. Oggi ha aggiunto: «Povera gente di Chioggia… ma felici i romani, specialmente i seminaristi».
Corriere.it aveva riferito ad agosto che Di Tolve aveva rifiutato la diocesi di Chioggia per ottenere invece quella di Como o di Bergamo.
Traduzione AI