…SULL’ IDENTITA’ ED IL PENSIERO LIQUIDO…i concetti aristotelici di POTENZA/ATTO, NATURA/CULTURA, MATERIA/FORMA e come li intende la cultura moderna…DOVERE o PIACERE?(…l’ennesima falsa dicotomia…da una parte il doverismo…e dall’ altra l’edonismo…)

Stralci da:

1)
“Il tuo nome” con Roberto Marchesini

2) “L'uomo, da pensatore a classificatore” di Andrea Ingegneri blog La Nuova Bussola Quotidiana

3) Coscienza e verità” blog di Radio Spada

4) “Le Virtù” con Roberto Marchesini

5) “L’ultima tentazione: il «diritto alla felicitа» gnostico–borghese al tramonto dell’Occidente” con Vincenzo Gubitosi

«Il mio nome (inteso come identità) è al termine del mio viaggio»( “Il Cavaliere inesistente” di Italo Calvino)
Così:
Il nostro nome(inteso come identità) è alla fine del nostro viaggio

Sul tema dell’ IDENTITA’ [Roberto Marchesini cita] la storiella dei due pesci giovani nel lago che vanno belli tranquilli ma ad un certo punto trovano un pesce anziano che li incrocia e dice:”Ehi ragazzi come è l’acqua oggi?”. Loro si guardano, fanno il segno dell’ OK (col pollice) e poi dopo aver fatto qualche metro(con il pesce anziano lontano)uno dice all’altro: “cosa è l’acqua?”.
Perchè?

Îl PENSIERO in cui siamo immersi(che è quello di cui ci nutriamo (come l’acqua per i pesci) in REALTA’ NOI NON LO VEDIAMO, non l’ASSAGGIAMO, è INCOLORE, è INODORE PERO’ CE NE NUTRIAMO.
E QUESTO PENSIERO RIGUARDA ANCHE L’IDENTITA’


Fa osservare [Roberto Marchesini nel video della conferenza]che “voi non dovete per forza condividere il pensiero sull’ identità che vi dico io(che non è mio ovviamente…)” però (almeno) riconoscere, prendere un po le distanze da QUESTO PENSIERO IN CUI SIAMO IMMERSI e trattarlo un po CRITICAMENTE e farsi la domanda “sono d’accordo o non sono d’accordo? Che cosa è l’acqua?(citando la precedente storiella dei pesci)<<[…]LA CLASSIFICAZIONE :“…Ossia la banale apposizione di etichette, cui far seguire uno SCHEMA PRECONCETTO di comportamento appreso per emulazione…Manca, infatti, L’INTENZIONALITÀ. Cioè, L’ATTIVITÀ DI UNA COSCIENZA che apra ad una REALE COMPRENSIONE, condizionata anche da elementi tipicamente umani, quali le emozioni e la formulazione di obiettivi propri. Cose che ci vengono offerte dalla natura biologica del nostro cervello, che una macchina non ha… L’uomo, da pensatore a classificatorel’eterno gioco del divide et impera, tanto caro a quella frangia di potere che ben conosce quanto siano docili da governare orde compiaciute di cittadini INCAPACI DI CRITICA…” , ossia la superficialità[…](da “L'uomo, da pensatore a classificatore” di Andrea Ingegneri blog La Nuova Bussola Quotidiana)>>

La nostra società ha una certa VISIONE dell’ IDENTITA’ e possiamo fare vari esempi, il primo dei quali è il libro di Bauman “Modernità Liquida

Che cosa dice Bauman? Questo libro(come altri libri “per esempio il mondo nuovo di Huxley”ecc…) è una denuncia o un programma?E’ lui che ci mette in guardia dalla società liquida oppure è lui che stà tracciando il programma della società liquida?

Bauman dice (non solo) che la NOSTRA IDENTITA’ è LIQUIDA(cioè informe, non ha una forma, cambia, muta…). Ma lui dice che (addirittura) è MEGLIO la LIQUIDITA’ della SOLIDITA’(è meglio essere liquidi piuttosto che essere solidi)

[Roberto Marchesini cita] anche il libro” Coscienza” di Dennet in cui l’autore è ancor più radicale.
Dennet dice che NOI CI ILLUDIAMO di avere una COSCIENZA, ci ILLUDIAMO di avere un IDENTITA’. In realtà c’è un FLUSSO di INFORMAZIONI che arriva dall’ ESTERNO che noi vediamo che confluisce verso un CENTRO, ma in realtà è un CENTRO FITTIZIO(che non esiste). Queste informazioni noi pensiamo che arrivino ad una IDENTITA’, ad una COSCIENZA ma in realtà questa IDENTITA’, questa COSCIENZA NON ESISTE è un ILLUSIONE(facciamo finta che esista)[…]Questa è un po’ la cosa che diceva anche Schopenhauer nè “il mondo come volontà e rappresentazione” in cui afferma che il MONDO è MAYA(è illusione), che è la stessa cosa che dicevano le filosofie orientali[…]<<[…] La coscienza è come l’orologio che abbiamo al polso. Dobbiamo essere certi che sia in accordo con l’ora effettiva[…]Se la coscienza umana devia dal suo Fine ultimo non fa che orbitare su se stessa, come il serpente che attratto dal suo moto si morde la coda: ma così smarrisce la sua norma essenziale, s’impantana nel disordine, agisce a piacimento spostando le lancette su un’ora che dipende solo da illusori e fatali “giudizi” personali[…]Osserva Romano Amerio:

“Non è possibile che le radici della morale umana siano nell’uomo che non è un essere radicale e non può quindi essere radice di morale. La morale infatti è un ordine assoluto e l’uomo invece un ente contingente e relativo cui l’assoluto è presente e si impone, ma non ha certo le proprie radici in lui… Il vocabolo stesso di coscienza annuncia irrefragabilmente che non c’è con-scientia se l’io non si sente nella dualità con l’altro, e se l’uomo non vive la solidarietà con la legge, cui è congiunto e cui deve riverenza”.
(da “Coscienza e verità” blog di Radio Spada)>>

QUESTE sono (un po’) le CORRENTI che l’ACQUA (nella quale siamo immersi) ci SUGGERISCONO sull’ IDENTITA’ e cominciare a GUARDARLE a VEDERE che SIAMO IMMERSI nell’ ACQUA e NON dare per SCONTATO che quest’ ACQUA CI SIA

[continua Roberto Marchesini] “io vedo(invece) l’IDENTITA’, vedo la REALTA’, vedo la PERSONA secondo un PENSIERO COMPLETAMENTE DIVERSO che è quello di questi altri signori quà (cioè Aristotele e San Tommaso)


LORO avevano un IDEA di IDENTITA’ BEN PRECISA che mi è anche MOLTO UTILE[ aggiunge Roberto Marchesini che è psicologo e psicoterapeuta] anche a LIVELLO CLINICO ed hanno (da questo punto di vista) un IMPORTANZA PAZZESCA[…]

[Roberto Marchesini] cercherà ora di spiegare cosa ha capito dell’ IDENTITA’ secondo questi DUE AUTORI(Aristotele e San Tommaso)
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PRIMO CONCETTO ARISTOTELICO: le due parti di una persona e di ogni cosa: la SOSTANZA(la parte che non cambia mai e che ci fa capire la nostra vera identità) e gli ACCIDENTI(che è ciò che cambia…)

Mostra un quadro allegorico di Valentin de Boulogne “le quattro età dell’ uomo”in cui sono rappresentate (appunto) le sue quattro età(l’uomo è sempre quello): infanzia(con il bambino che gioca),la giovinezza(con un giovane con in mano uno strumento musicale), la maturità(l’uomo adulto che indossa l’armatura e legge e studia) la vecchiaia( l’anziano ha in mano un bicchiere e stà bevendo).
Attraversando le DIVERSE ETA’ della VITA l’UOMO fa COSE DIVERSE…Noi non siamo quello che eravamo da bambini MA (in un certo senso) siamo ancora quello che eravamo da bambini. Questo è un concetto aristotelico molto preciso, cioè OGNI COSA è fatta di DUE PARTI:

1) La SOSTANZA(che è quella parte che non cambia mai)

2) Gli ACCIDENTI (che sono invece quelle cose che cambiano: l’età, il peso, le attività eccetera)

Se una PERSONA è FATTA da ACCIDENTI e SOSTANZA quello che CI INTERESSA è LA SOSTANZA perchè è LA SOSTANZA che ci fa CAPIRE la NOSTRA VERA IDENTITA’

[Roberto Marchesini mostra] anche la foto di un dipinto di Klimt dal titolo “le tre età della donna” in cui c’è la bambina, la madre e l’anziana. Anche qui come in Valentin de Boulogne c’è qualcosa che CAMBIA(ma non ci interessa…) e qualcosa che NON CAMBIA (ed è ciò che ci interessa…)

Quindi quando NOI VOGLIAMO CAPIRE l’IDENTITA’ di una PERSONA (ma anche delle cose o dei fenomeni) DOBBIAMO FOCALIZZARCI NON sugli ACCIDENTI(cioè su ciò che cambia) ma sulla SOSTANZA (su ciò che non cambia)
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ALTRO CONCETTO ARISTOTELICO: POTENZA, ATTO e NATURA,CULTURA

[Roberto Marchesini mostra ora] un dipinto di Magritte “la chiaroveggenza” che raffigura lo stesso Magritte che guardando un uovo dipinge ciò che POTREBBE ESSERE l’uovo stesso (cioè un uccello. A meno che noi prendiamo l’uovo e ci facciamo una torta o una frittata).
Aristotele diceva che tutto ciò che esiste può esistere in DUE FORME:
1) la forma di POTENZA(l’uovo)
2) la forma di ATTO (l’uccello)<<[…] Quando una di queste cose si realizza “esempio l’uovo che diventa un uccello” non realizza tutte le altre…pensare ai tanti ragazzi che alle medie devono scegliere la scuola alle superiori

il problema quale è?

”io potrei fare tante cose, se ne scelgo una perdo le altre”

ma se tu non vuoi perdere nessuna delle altre non realizzerai nulla”[…]
( da “Le Virtù” con Roberto Marchesini)>>

L’ATTO è SUPERIORE alla POTENZA(perchè REALIZZA ciò che era POTENZA “ se io ho il progetto di una casa non ci posso abitare finché non la realizzo…e così per tutte le altre cose…”) mentre Bauman VUOLE CONVINCERCI del contrario che la POTENZA è SUPERIORE all’ ATTO. Restando LIQUIDO, INDETERMINATO hai TANTE POSSIBILITA’ (certo hai tante possibilità ma non ne realizzi una).
Lui lo dice nel libro “Amore liquido”sulle relazioni: non è male non legarsi con una relazione definitiva ad un uomo o una donna perchè così tu puoi passare da una relazione all’ altra.

Altro elemento in Aristotele è la NATURA.Ovvero quel principio insito in ogni cosa che GUIDA il CAMBIAMENTO da POTENZA ad ATTO. In termini contemporanei il concetto aristotelico di NATURA si può definire con la parola PROGETTO (ogni cosa ha insito in sé un progetto ma “ se io ho il progetto di una casa non ci posso abitare finché non la realizzo…e così per tutte le altre cose…”).La nostra vita è un lento, graduale(che comprende anche errori)avvicinamento alla realizzazione del nostro progetto<<[…]Una cosa può diventare un certo numero di cose ma non illimitato perchè c’è un principio insito in ogni cosa chiamato NATURA che guida il cambiamento da POTENZA ad ATTO (una banana o un peperone non potranno mai diventare un uccello). La NATURA è il PROGETTO che ogni cosa ha (questa e’ sempre metafisica).

Questo PROGETTO come fa a SVILUPPARSI?

Se ho dei semi e li lascio nel sacchetto li metto in frigo o nell’armadio non cresceranno mai.

La NATURA per SVILUPPARSI ha bisogno di una CULTURA(ha bisogno di terra, di luce, di concime, di acqua…)[…]( da “Le Virtù” con Roberto Marchesini)>>

TUTTO QUESTO NON ESISTE per I PENSATORI CONTEMPORANEI(per i pensatori moderni). Per loro noi non abbiamo un DOVER ESSERE(non abbiamo un progetto). Per alcuni di loro “noi siamo ciò che siamo…siamo così come siamo…non è scritto da nessuna parte che dobbiamo realizzare un progetto, che dobbiamo diventare qualcosa…” per altri (in realtà) NON SIAMO NEANCHE(è un illusione che “noi siamo…”)
E questo ha delle RICADUTE nella NOSTRA VITA, anche a LIVELLO CLINICO[…]

[…]IL GRANDE DILEMMA: NATURA o CULTURA? La NOSTRA IDENTITA’ è DATA(è immutabile ed immodificabile) oppure DIPENDE DALLE CIRCOSTANZE , dal tempo, dalle letture, dalle persone che incontro?<<[…]Quante volte abbiamo sentito dire nella nostra società NATURA o CULTURA?Ciò che siamo dipende dalla NATURA(cioè da un progetto che è dentro di noi…) o dalla CULTURA(dall’ambiente in cui cresciamo…)?

Aristotele direbbe DALL’ UNA e DALL’ ALTRA

Ma la CULTURA “pensiamo all’ educazione dei ragazzi” deve tenere conto della NATURA “non posso farti diventare come voglio io…secondo un mio progetto…”


Le VIRTU’(diceva Aristotele) servono per far SVILUPPARE e COMPIERE il PROGETTO (un aiuto). Ma possono esserci anche i VIZI che IMPEDISCONO CIO’, CONTRASTANO lo SVILUPPO della PROPRIA NATURA

Aristotele ci ha anche regalato una TAVOLA DELLE VIRTU’[…](
da “Le Virtù” con Roberto Marchesini)>>

Adesso cerchiamo di capire perchè dal punto di vista aristotelico questo dilemma non ha molto senso, non ha molto significato[Roberto Marchesini fa l’esempio della piantina di limoni]. Se io compro una piantina di limoni, la metto sul balcone ma però mi dimentico di bagnarla, quando mi ricordo la bagno troppo, non la tiro in casa quando fa freddo, non la metto fuori quando c’è il sole, non le tolgo i parassiti quando la attaccano eccetera…Quando viene il momento di fare questi benedetti limoni, la piantina non me li fa

Questo vuol dire che quella piantina di limoni non aveva IL PROGETTO di fare limoni?[domanda Roberto Marchesini]

NO
, questa piantina di limoni aveva la NATURA(alias PROGETTO) di fare limoni, ma lo ha impedito le CIRCOSTANZE, cioè LA CULTURA (io non ho fornito le condizioni necessarie perchè questa piantina producesse limoni)[…]
Se usciamo dalla metafora e pensiamo alla storia di tante persone che conosciamo(pensiamo alla nostra storia) tante cose diventano più chiare[…]
Non è che io debbo dedurre magari da qualche “fallimento” che IO non avevo quel DETERMINATO PROGETTO. Magari lo avevo, magari le circostanze mi hanno OSTACOLATO, mi hanno reso difficile REALIZZARE quel PROGETTO. Possono addirittura aver reso IMPOSSIBILE REALIZZARLO.

E quindi che rapporto c’è tra NATURA e CULTURA?E’ un rapporto dicotomico(escludente) come dice la CULTURA CONTEMPORANEA?L’IDENTITA’ di una PERSONA è NATURALE…è CULTURALE?

NO , L’IDENTITA’ di una PERSONA HA BISOGNO di QUESTI DUE ELEMENTI, ovvero di un PROGETTO(NATURA) e di una CULTURA che permetta a quel PROGETTO di SVILUPPARSI[…]

[Roberto Marchesini cita anche un esperienza personale quando lavorò in tutela minori] in cui ebbe a che fare con alcuni bambini che non avevano avuto l’accudimento primario(cioè l’accudimento dei primissimi mesi di vita). L’impressione avuta l’ha ritrovata nel libro di Bruno Bettelheim “La Fortezza Vuota”(un libro dedicato all’autismo)in cui l’autore(psicologo) descrive i bambini come una “Fortezza Vuota” cioè come una persona che non ha UN CENTRO, cioè che non ha quella famosa IDENTITA’ di cui stiamo parlando e ragionando. La sua ipotesi fu che l’autismo fosse la mancanza di UN CENTRO di UNIFICAZIONE di tutte le esperienze del mondo che è poi quello che Lacan chiama LA FASE DELLO SPECCHIO, ovvero la fase della vita in cui il bambino si vede allo specchio e fa festa, è felice.
Perchè è felice?

Perchè riconosce se stesso e vede che non è un insieme di esperienze frammentarie(un caos) ma un IDENTITA’, un qualcosa di UNITARIO, che ha una FORMA(ovviamente lo specchio è la metafora dello sguardo dei genitori, della madre). Noi abbiamo bisogno dell’ altro per esistere come ESSERE UMANO. Quindi abbiamo bisogno di una CULTURA per SVILUPPARE la NOSTRA NATURA[…]
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ALTRO CONCETTO ARISTOTELICO: la distinzione tra MATERIA e FORMA.

Non è possibile concepire una materia senza una forma (e viceversa). Questa è chiamata LEGGE NATURALE perchè è iscritta nel cuore dell’ uomo. Un po come nel precedente esempio circa il dipinto di Magritte (su Potenza e Atto) la DOTTRINA del MOVIMENTO(da un uovo non può uscire una banana o un peperone) è già DENTRO di NOI.
La FORMA(per esempio una sfera) e la MATERIA (di che cosa è fatta quella sfera?)per esempio un bicchiere fatto di vetro, o di plastica.

E’ più importante la FORMA o la MATERIA? [domanda Roberto Marchesini]
Imbarazzante[…]

Perchè?

Perchè La CULTURA CONTEMPORANEA (non solo) ha CAMBIATO il concetto di NATURA ma ha cambiato (anche) il CONCETTO di FORMA.
Se voi[continua Roberto Marchesini] riflettete sulla mia domanda direte “è più importante la FORMA(non è importante di cosa è fatto il bicchiere, l’importante che abbia la forma del bicchiere)”. E’ la FORMA che mi dice perchè questo OGGETTO è stato INVENTATO.

Ma La CULTURA CONTEMPORANEA(o meglio cultura moderna) ci ha INSEGNATO che LA FORMA è UN ACCESSORIO, che la FORMA è ACCIDENTE(potremmo dire), che della FORMA si può fare anche A MENO, che l’IMPORTANTE è LA MATERIA .ARISTOTELE invece ci dice L’ESATTO CONTRARIO, che la MATERIA è IMPORTANTE (non può esistere una Forma senza Materia) ma TRA LE DUE quella PIU’ IMPORTANTE è LA FORMA. E’ LA FORMA che mi dice quale è LO SCOPO di UN OGGETTO. E’ LA FORMA che fa sì che QUELL’ OGGETTO sia QUELL’ OGGETTO e NON UN’ ALTRO. E’ LA FORMA che DEFINISCE L’IDENTITA’ di UNA COSA(non la MATERIA).

Vedete che ci fregano?
[ aggiunge Roberto marchesini]

Poi (per carità) ognuno può SCEGLIERE di essere MODERNISSIMO. PERO’ ALMENO LO SA’. ALMENO NE E’ CONSAPEVOLE. Ovviamente c’è tutto uno studio dietro a tutto questo…FACCIAMO FINTA che LA FORMA NON CONTI NIENTE(che conta solo la MATERIA)…DICIAMO alle PERSONE che LORO SONO SOLO MATERIA…[ prosegue Roberto Marchesini]

E così SIAMO ARRIVATI a PARLARE della PERSONA UMANA
Quale è LA MATERIA della PERSONA?

IL CORPO
Quale è LA FORMA della PERSONA?
La FORMA è QUELLA COSA che fa sì che QUELLA COSA sia QUELLA COSA ossia L’ANIMA. L’ANIMA è l’IDENTITA’ della PERSONA che fa sì che QUELLA PERSONA sia QUELLA PERSONA(il mio NOME…)
Ma per LA CULTURA MODERNA l’ANIMA NON ESISTE. NON ESISTE NEANCHE un IDENTITA’(è una FINZIONE).
Se un CORPO NON FOSSE UNITO ad UN ANIMA NON AVREMMO UNA PERSONA MA UN CADAVERE.
Il CADAVERE è quella cosa che abbiamo quando separiamo l’anima dal corpo[…]
Noi non siamo fatti per provare TUTTI i PIACERI del MONDO, ma come scrive Dante “…fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza…” e cioè che è L’ANIMA che ci dice “perchè siamo al mondo, perchè dobbiamo vivere…cosa troviamo alla fine del nostro cammino…” Perchè chi ci ha CONSEGNATO quel PROGETTO VUOLE che NOI VIVIAMO…

Ed è questa la proposta che segue anche a livello terapeutico[Roberto Marchesini]. Chi gli chiede su come affrontare alcuni fatti della propria vita dice che “tu non sei così come sei…tu sei come vorresti essere…come potresti essere…il tuo nome è alla fine del tuo cammino…non è questo…questo è uno step…un passaggio del tuo cammino…”. E da qui deriva anche l’INDICAZIONE CLINICA[…]

DOVERE o PIACERE?

Siamo di fronte all’ENNESIMA FALSA DICOTOMIA[ dice Roberto Marchesini], da una parte IL DOVERISMO(seguire il progetto di altri ma non il tuo…ecc…) e dall’ altra L’EDONISMO(non c’è nessun progetto…è tutto caos…quindi goditela…ecc…). Sono DUE POLI che NON POSSONO PORTARE ALLA FELICITA’ perchè la mia FELICITA’ è la REALIZZAZIONE del MIO PROGETTO, la mia FELICITA’ è la MIA IDENTITA’(diventare pienamente me stesso, ciò per cui sono al mondo…i Cattolici la chiamano Santità…)<<[…]La definizione che dà Aristotele della FELICITA’ è un capolavoro soprattutto se CONFRONTATA con quella MODERNA.
Aristotele la definisce in questo modo:
L’attività dell’Anima Razionale conforme a Virtù”.

La parte più bella stà nella ATTIVITA’ cioè la FELICITA’ è qualcosa che DIPENDE dalla MIA AZIONE[…](da “L’ultima tentazione: il «diritto alla felicitа» gnostico–borghese al tramonto dell’Occidente” con Vincenzo Gubitosi)>>

OBIEZIONE DOVERISTA: “ma se facessi quello che vuoi , faresti quello che ti piace”
NO[si risponde Roberto Marchesini e prende come esempio uno sport indicato da un presente alla conferenza…]
Facendo quello sport tu devi:

1) curare l’alimentazione
2) qualche levataccia per allenarsi deve farla (se per esempio uno studia e lavora)
3) bisogna allenarsi anche quando fa freddo , quando c’è pioggia, quando non hai tanta voglia, quando sei stanco…

Fare ciò che voglio non è esattamente fare ciò che mi piace…Perchè tante sere autunnali me ne starei comodamente sul divano con la coperta ed il gelato Giusto?[domanda Roberto Marchesini]. Quindi ciò che voglio non coincide esattamente con ciò che mi piace ma comporta sacrifici…

OBIEZIONE EDONISTA: “per fare quello sport ti devi dare una DISCIPLINA e quindi sei di nuovo DOVERISTA”
Quale è la differenza?[ domanda Roberto Marchesini]

Mentre il doverista kantiano segue una disciplina che gli hanno dato gli altri(che arriva dall’ esterno) [lo sportivo presente alla conferenza di questo video] segue una disciplina che ha SCELTO LIBERAMENTE e che nessuno gli ha imposto[certo uno potrebbe anche fare un altra OBIEZIONE:se poi (questo sportivo) non segue e rispetta questa disciplina (scelta da lui…) SCEGLIE e REALIZZA il PENSIERO LIQUIDO CONTEMPORANEO (Bauman) in cui LA POTENZA è SUPERIORE ALL’ ATTO…in cui NON REALIZZO IL PROGETTO da ME SCELTO…]

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