…SULLA VERITA’ OGGETTIVA…SUL RIFIUTO DELLA REALTA’ METAFISICA…SULLA CONOSCENZA…
Stralci da:1) “La bottiglia e il vino(seconda parte)” di Francesco Gisci inter multiplices UNA VOX
2) “La bottiglia e il vino(quinta parte)” di Francesco Gisci inter multiplices UNA VOX
3) “29 aprile 1951: muore il filosofo Wittgenstein…la Verità si riduce a parola!” Blog Il Cammino dei Tre Sentieri
4) Il riduzionismo biologista delle neuroscienze di Corrado Gnerre blog Confederazione dei Triarii)
5)Il tempo,per l’uomo,è la chiave del suo destino eterno di Francesco Lamendola blog Unione Apostolica «Fides et Ratio»
6) “creare o riconoscere la realtà” con Mauro Stenic
o e Antonio Bianco
La VERITA’ OGGETTIVA QUALE E’?
[…]Quando un pragmatico affermava che per lui era vero ciò che vedeva (quindi ciò che si può conoscere), Sant’Agostino (354-430) rispondeva che «se così fosse, le pietre che si trovano nelle viscere della terra non sarebbero vere pietre, dal momento che non si vedono».
Invece, «la VERITÀ OGGETTIVA è prima di essere conosciuta e tale resta anche se mai alcun soggetto pensante la conoscesse o la cercasse». E infatti San Tommaso dice che «se la verità fosse solo nell’intelletto nulla sarebbe vero se non in quanto è conosciuto. Ma questo è l’errore di certi antichi filosofi che dicevano che è vero ciò che appare tale all’intelletto»
[…]Uno dei capiscuola del Liberalismo, G. Berkeley (1685-1753), affermava che «l’esistenza delle cose corrisponde al loro essere percepiti (esse is percipi), e non è possibile che esse possano avere una qualunque esistenza fuori dalle menti o dalle cose pensanti che le percepiscono»[…]( da “La bottiglia e il vino(seconda parte)” di Francesco Gisci inter multiplices UNA VOX)
IL RIFIUTO DELLA REALTA’ METAFISICA
[…]Wittgenstein afferma che le REALTA’ METAFISICHE non costituiscono un argomento perché non possono essere espresse attraverso il linguaggio
Wittgenstein cosa fà per affermare questo?
[…] Cita la METAFISICA quindi PENSA alla METAFISICA. Nel momento in cui questo filosofo afferma che le REALTA’ METAFISICHE NON SONO ESPRIMIBILI SA’ BENE COSA SONO le REALTA’ METAFISICHE e quindi LE STA’ AFFERMANDO. Ecco la palese ed evidente CONTRADDIZIONE[…](da “29 aprile 1951: muore il filosofo Wittgenstein…la Verità si riduce a parola!” Blog Il Cammino dei Tre Sentieri)
[infatti l’uomo non e’ animale]
[…]L’animale non riesce a progredire se non in piccolissime cose che non lo elevano sopra la pura istintualità. Un singolo cane può scoprire nel tempo la strada più comoda e più corta per arrivare alla ciotola del cibo, ma non va oltre. L’uomo, invece, modifica totalmente la sua vita. E la modifica perché può giudicarla. Quando Leopardi, pur nella sua negazione di ogni possibile risposta metafisica, pur nel suo sensismo, arriva a denunciare quanto l’uomo stesso abbia un costitutivo bisogno di andare oltre l’ hic et nunc (il qui e ora), smentisce tanto il suo “nichilismo” quanto il suo sensismo. Nessun animale può arrivare a costatare il paradosso di un uomo che, pur scoprendosi finito, limitato, addirittura semplice “macchina cellulare”, invochi l’infinito e l’assoluto. Platone lo dice chiaramente: l’uomo desidera l’assoluto, l’infinito, la bellezza totale … ma nulla sulla faccia della terra palesa l’infinito, l’assoluto e la bellezza completa. E allora perché l’uomo ha tali desideri? Perché li ha l’uomo e non l’animale? Il paradosso del riduzionismo biologista sta proprio nel fatto che già NEGARE NELL’UOMO LA DIMENSIONE SPIRITUALE, VUOL DIRE AMMETTERLA. NESSUN ANIMALE DICE DI SE STESSO CHE È SOLO MATERIA. L’UOMO PUÒ DIRLO, E PUÒ DIRLO PROPRIO PERCHÉ NON È SOLO MATERIA. Quando un amico ateo chiese al celebre scienziato credente Pasteur: “Ma tu come fai a credere che nell’uomo esista un’anima immortale?” Questi rispose con grande semplicità: “E’ proprio la tua domanda che me lo dimostra.” (da Il riduzionismo biologista delle neuroscienze di Corrado Gnerre blog Confederazione dei Triarii)
…UNA CAUSA ALL’ ORIGINE DI OGNI EFFETTO(principio di causalità) e LA CAUSA PRIMA INCAUSATA ALL’ ORIGINE DI TUTTO…
[…]Parlare di un INTELLIGENZA a FONDAMENTO del COSMO ed anche della VITA e della stessa COSTITUZIONE BIOLOGICA dell’ UOMO non è un OPINIONE ma una CONCLUSIONE RAZIONALE basata sul CORRETTO USO del PRINCIPIO DI CAUSALITÀ (principio di causa/effetto).
Possiamo anche dire che si tratta di un argomento INDUTTIVO(parto dalla REALTA’ ed arrivo AD ALTRO)
[…] il CASO ESISTE SOLO sulla base di QUALCOSA che NON AVVIENE a CASO. IL CASO è solo PARZIALE
Che cosa è di per sé il CASO?
Filosoficamente il CASO è un INCONTRO TRA FATTI o RISULTATI che NON SONO NE’ PREVISTI e NE’ VOLUTI ma che SI PRESENTANO come se FOSSERO STATI PREVISTI o VOLUTI.
Severino Boezio nella sua opera da un esempio che [Mauro Stenico] modernizza:
“Immagina[ spiega Mauro Stenico] che ci sia una ditta per la quale lavorano due corrieri che devono consegnare la merce.
Il padrone della ditta dice ai due corrieri “dovete andare nella località (ad esempio) verde a consegnare una merce” l’uno all’ insaputa dell’ altro.
Ecco che questi due corrieri magari si incrociano”. IL loro incontro (dalla loro prospettiva) avviene per CASO (ma avviene per CASO per LORO). A MONTE PERO’ c’è stato QUALCUNO che HA STABILITO che le cose ANDASSERO COSI’[…] (da “creare o riconoscere la realtà” con Mauro Stenico e Antonio Bianco)
…LA MODERNITA’ VUOLE CONSIDERARE VERO SOLO CIÒ CHE È DETTATO DAI NOSTRI DESIDERI, DALLA NOSTRA ILLUSIONE,DALLA NOSTRA MENTE…
[…]Sempre in modo arbitrario si commette un analogo errore quando si tenta di ridurre la conoscenza alla soggettiva percezione dei propri sensi e, riscontrando che questa è differente e contraria nei vari individui rispetto a una stessa realtà, si sostiene che non è possibile dire come tale realtà sia fatta, o meglio si può dire di essa una cosa e, insieme, un’altra contraria. Anche in questo caso, l’affermazione si fonda su un’illusione. Ad esempio, uno stesso vino può sembrare una volta dolce e un’altra volta no, e ciò accade perché o si è alterato il vino o perché è cambiata la nostra disposizione. Ma il dolce quando c’è non cambia mai. Il dolce sarà sempre dolce secondo il proprio modo di essere, cioè sempre secondo le stesse caratteristiche chimiche. Quindi, in generale, quando si elabora una teoria che vuole rappresentare una realtà e si giunge ad una contraddizione, questa deve essere abbandonata, perché se si assume la contraddizione allora si può derivare qualsiasi proposizione «che conduce inevitabilmente allo sragionamento radicale»[…] (da “La bottiglia e il vino(seconda parte)” di Francesco Gisci inter multiplices UNA VOX)
[…] NELLA MODERNITA’ l’uomo è DIO di SE STESSO…Naturalmente per ILLUDERSI di DIVENTARE DIO di SE STESSO bisogna cancellare la REALTA’…perchè la REALTA’ ti riconduce al tuo LIMITE, ti dice che sei PRECARIO, ti dice che sei MORTALE, ti dice che sei MISERO e via discorrendo…un po come lo SPECCHIO:
se uno GRASSO vuole ILLUDERSI di essere MAGRO non si DEVE SPECCHIARE…E allora si che si PUO’ ILLUDERE…(da Cos’è ideologia e cos’è dottrina?” Con Corrado Gnerre)
E in più
«seguirebbe che affermazioni contraddittorie sarebbero simultaneamente vere, poiche’ tesi contraddittorie possono apparire vere a piu’ soggetti»
Qui l’Aquinate ci ricorda che la VERITA’ si fonda sul PRINCIPIO DI NON CONTRADDIZIONE, secondo cui «è impossibile per una stessa cosa essere e non essere contemporaneamente». da cui si deduce, per esperienza, che è vero che le determinazioni contraddittoriamente contrapposte di una cosa, possono trovarsi in quella cosa soltanto in successione […]
[…]taluni , invece, affermano che la realtà si fondi sulla contraddizione. «Ma la tesi che nel mondo si dia contraddizione sorge dalla illusione della SPAZIALIZZAZIONE DEL TEMPO, cioè dalla illusione che l’ordine del tempo sia ordine di coesistenti come l’ordine dello spazio. [Ad esempio], se ieri è piovuto l’intera giornata, il tempo è univocamente determinato e non si dà contraddizione, e la stessa cosa ha luogo se non è piovuto l’intera giornata.
Ma se nella mattinata, poniamo dalle 6 alle 12, è piovuto, e nel pomeriggio, poniamo dalle 12 alle 18, non è piovuto, i sostenitori della contraddizione affermano che ieri è piovuto e non è piovuto. La contraddizione in realtà è apparente perché è dovuta all’imprecisione del linguaggio della vita quotidiana [una semplificazione del linguaggio entrata oramai nel nostro modo di esprimerci che però a lungo andare diventa una pericolosa relativizzazione del linguaggio stesso?].
È scorretto dire ieri è piovuto e non è piovuto, mentre è corretto affermare che ieri nelle ore antimeridiane è piovuto e nelle ore postmeridiane non è piovuto, dove le ore della mattina e quelle del pomeriggio si trovano tra loro in un rapporto d’incompatibilità, il che è tutt’altro che contraddittorio. L’espressione ieri è un nome per indicare la sommatoria non certo di momenti coesistenti ma di momenti reciprocamente escludentisi. A questa maniera la contraddizione è risolta.
Se sorge una nuova contraddizione, basta ripetere l’analisi esaminando con cura la temporizzazione, e la contraddizione scompare. Ogni qual volta appare o si impone una contraddizione vuol dire che la situazione non è stata analizzata fino in fondo e ci si è fermati a mezza strada»Sempre in modo arbitrario si commette un analogo errore quando si tenta di ridurre la conoscenza alla soggettiva percezione dei propri sensi[…] ( da “La bottiglia e il vino(seconda parte)” di Francesco Gisci inter multiplices UNA VOX)<<[…]Le tre specie di tempo di Sant’Agostino: presente del passato(la memoria), presente del presente (la visione), presente del futuro(l’attesa)
[…]Ad ogni modo, per quanto riguarda la natura del tempo, ci sembra che il più persuasivo approfondimento sia stato fatto da san’Agostino, ed è a lui, in questo caso, che ci rivolgiamo per avere lumi, e precisamente alla lettura del libro undicesimo delle Confessioni (facciamo riferimento all’opera omnia pubblicata sul sito augustinus.it e curata dal padre Franco Monteverde; i brani citati e tradotti sono in: Le Confessioni - 11):
“20. 26. Un fatto è ora limpido e chiaro: né futuro né passato esistono. È inesatto dire che i tempi sono tre: passato, presente e futuro. Forse sarebbe esatto dire che i tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. Queste tre specie di tempi esistono in qualche modo nell’animo e non le vedo altrove: il presente del passato è la memoria, il presente del presente la visione, il presente del futuro l’attesa.[…]l’istante non ha durata, come il punto geometrico non occupa spazio: è assenza di tempo, come il punto è assenza di spazio[…](da Il tempo,per l’uomo,è la chiave del suo destino eterno di Francesco Lamendola blog Unione Apostolica «Fides et Ratio»)>>
[…] Un altro PERICOLO è quello di VINCOLARE la VERITA’ al LINGUAGGIO. La VERITA’(che di per sé) è IMMUTABILE, di per sé è STABILE, di per sé è META STORICA (cioè al di fuori del DIVENIRE della STORIA) SI RIDUCE a PAROLA . Ma non alla PAROLA con la (P) maiuscola che fà riferimento alla rivelazione di Dio[…] E dal momento che IL LINGUAGGIO è comunque LEGATO ANCHE a determinate CONGIUNTURE STORICHE, a determinate SITUAZIONI che possono essere di tipo TEMPORALE, di tipo LOCALE, GEOGRAFICO eccetera… ecco che LA VERITA’ SI DISSOLVE COMPLETAMENTE NEL LINGUAGGIO. ED ECCO IL PERICOLO[…]
[…]Il DELIRIO dell’ UOMO MODERNO (che cerca di fare DI SE STESSO IL PROPRIO DIO) Si REALIZZA POI PERO’ [questo Delirio] GENERANDO IL CONTRARIO DI QUESTA ILLUSIONE. La famosa ETEROGENESI DEI FINI (quando si cerca di raggiungere un obiettivo, ma questo obiettivo è errato, non solo si finirà col non raggiungere l’obiettivo ma si finirà col raggiungere l’obiettivo completamente opposto).
Infatti nella FILOSOFIA CONTEMPORANEA l’UOMO è SEMPRE VINCOLATO e SOTTOMESSO a QUALCOSA:
Pensiamo allo STORICISMO (l’Uomo definito dalla storia)
allo STRUTTURALISMO (l’Uomo definito dalle strutture)
all’ ECONOMICISMO (l’Uomo definito dall’ economia)
al MATERIALISMO (l’Uomo definito dalla materia)
Un certo tipo di PSICANALISI (l’Uomo definito dall’ inconscio)
Eccetera...(da “29 aprile 1951: muore il filosofo Wittgenstein…la Verità si riduce a parola!” Blog Il Cammino dei Tre Sentieri)
[…]le contraddizioni possono essere proficue e portatrici di progresso ma solo nella misura in cui siamo decisi a non rassegnarci di fronte alle contraddizioni e a cambiare qualsiasi teoria ne comporti. […]. non bisogna confondere il piano della realtà con quello della fantasticheria. si può fantasticare che un uomo pesi esattamente la metà di quanto pesa e fare di questa ipotesi la base di una serie di deduzioni» che, però, non avranno nessuna corrispondenza con la realta’[…]( da “La bottiglia e il vino(seconda parte)” di Francesco Gisci inter multiplices UNA VOX)
[…]«La correttezza è la condizione necessaria ma non sufficiente della verità», di conseguenza, un ragionamento che partisse da premesse false, terminerebbe, sebbene in maniera formalmente corretta, con conclusioni altrettanto false, mentre, partendo da premesse vere, se si conclude in maniera formalmente corretta, si giunge inevitabilmente alla verità( da “La bottiglia e il vino(quinta parte)” di Francesco Gisci inter multiplices UNA VOX)